Un viaggio in sei racconti nella Roma popolare degli anni Settanta, con protagonisti uomini e donne cresciuti ai margini della città e della Storia. Da Tor Marancia al Tufello, da Primavalle ad Acilia e Pietralata, ogni borgata è un piccolo universo con leggi, gerarchie e mitologie proprie. Ex pugili, strozzini, giocatori, prostitute, ragazzi di strada, mogli infedeli e vecchie regine dei lotti popolari si contendono denaro, sesso, rispetto e sopravvivenza. Personaggi feroci e vulnerabili, capaci di violenza, ironia, crudeltà e improvvise forme di tenerezza. Nessuno è davvero innocente, nessuno soltanto carnefice. Tragedia e farsa abitano spesso lo stesso pianerottolo, mentre l'Italia si lascia alle spalle fascismo, guerra e Resistenza e si avvia verso trasformazioni urbane, sociali e politiche destinate a cambiare il Paese. Quei piccoli feudi, però, restano ancora per un poco ai margini, chiusi nelle loro paradossali comunità, mentre la realtà lentamente ne dissolve mattoni, regole e tradizioni. Un affresco nero, carnale e disincantato di quelle tane di lupi e lupe di una Roma che non esiste più l'ultima frontiera di microcosmi già raccontati da Pasolini, popolati da bestie di borgata che mordono perché hanno imparato presto che, per restare vivi, bisogna mostrare i denti.